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01.08.2005
Di un insolito percorso
Una settimana d'assenza.
Rituale borghese per vestirsi d'altri colori o portar maschere insolite dalla grigia routine metropolitana, mutato all'occasione in esperienza di vita. E di Spirito.
Emozioni su carta patinata trasudano ricordi, come profane sindoni di sorrisi e battiti di cuore tra fondali marini e donne dagli occhi che ridono.
Dioniso pasteggia col mio cuore ebbro d'ardente quanto sincero affetto e passione per volti e sensazioni che difficilmente le mie iridi potranno nuovamente carezzare.
Visi, ben chiari nei miei occhi e che difficilmente se ne andranno. Con cui ho condiviso attimi di vita e trovando -eh si, è strano- vere persone con cui confrontarmi e non i soliti zombie paratelevisivi, larve ciucciadigitaleterrestre o imitazioni d'uomini, succubi del moderno cancro chiamato "realtà".
E ho trovato sorrisi sinceri e sguardi giocosi. Grazie a tutti loro per quello che mi hanno dato. Ho imparato molto.
Dicono che l'alpinismo avvicini a Dio. Non tanto perchè -come credono i più- l'altezza possa approssimare il piccolo uomo alla Divinità, riducendo la distanza celeste che cela il Creatore alla creatura; quanto perchè l'uomo, nel cammino di innalzamento, deve confrontarsi con i propri limiti e con la Natura ancora incontaminata, mettendo alla prova se stesso e la propria Fede d'innanzi a quanto offerto dall'Essere.
Ho seguito un'altra via.

Succube dei miei limiti, conosciuti ed amati proprio perchè mi rendono conscio d'esser mortale e servo del Sacro, ho compiuto cammino inverso, cercando lo Spirito ove forse era meno facile farlo.
Non ho fretta e la via dello Spirito si compie in una vita intera, non in pochi secondi.
Ho seguito il buio per trovare al fine la luce.
Come ripetuta nascita sono affondato nell'acque della Storia che a Re ed Eroi ha fatto da universale placenta, per riemerger poi piangendo di gioia nel sentir la luce baciarmi la pelle e l'aria carezzarmi il viso.
Un cammino iniziato, che sarà lungo a terminare.
Sotto l'incessante pressione della materia che opprime l'animo ed il corpo, bloccando il naturale percorso dell'Uomo.
Nell'ambiente placido e ovattato tra monti sommersi e celati ai più.
Nel terrificante e mistico muoversi di correnti e di profondi silenzi, ove anche un solo semplice suono puo' partecipare alla magia dell'Unico e del Tutto.
Il respiro affannoso della ricerca, moderna quête di frattura della realtà verso la Luce, il riconoscersi prossimi alla pace interiore.
La via verso la calma e la mente che per un'attimo tace, lasciando la parola al cuore.
Che pulsa nelle vene come cannone a Verdun. E che poi segue il ritmo delle correnti sommerse, adagiandosi sulla sabbia e lasciandosi cullare dai pensieri di Poseidone.
Il Sacro, il Divino, il Trascendente e l'Immanente, li ho trovati tutti in un fondale.
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